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TECNICA

Anche questo itinerario ha grande valore paesaggistico, e copre complessivamente 54,4 chilometri. La distanza non è proibitiva ma il percorso richiede un certo allenamento e non è quindi adatto a chi ne sia del tutto sprovvisto. Il tracciato è di media difficoltà, non tanto per la lunghezza complessiva delle salite, che lasciano oltretutto ampi spazi di recupero, quanto per il particolare tratto della salita di Salaiole. Questa rampa, anche se breve, tocca pendenze superiori al 15% e richiede quindi un notevole sforzo, oltre alla disponibilità di rapporti molto leggeri (39/26-28) se non si vuol rischiare di mettere piede a terra. Se la nostra condizione non ci permette di affrontare erte così aspre è possibile percorrere per intero la strada provinciale 302 da Borgo San Lorenzo fino a Vetta Le Croci, strada molto più agevole anche se meno spettacolare. Il percorso è ottimo anche come giro di allenamento ed ha il grande vantaggio di snodarsi per la gran parte su strade poco trafficate e in zone scarsamente urbanizzate.

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La Casa di Giotto (Vicchio)La Casa di Giotto (Vicchio)La partenza di questa escursione, che ci porterà a scoprire alcuni degli scorci più belli del Mugello, è dalla cittadina di Vicchio. Piazze, scuole, teatri, vie di questo paese ci ricordano tutte i suoi più illustri figli, Giotto e Beato Angelico. Ma, attraversato il fiume Sieve in località Ponte a Vicchio, è la natura ed il paesaggio che prendono il sopravvento.

 

Pedaliamo nel fondovalle della Sieve risalendo il suo corso in direzione di Borgo San Lorenzo. Campi coltivati, case coloniche, agricoltori al lavoro colpiscono il nostro sguardo e ci accompagnano in questo tratto quasi pianeggiante. Dopo l’abitato di Sagginale, al chilometro 8,4, ormai nei pressi di Borgo San Lorenzo, svoltiamo a sinistra in direzione di Salaiole ed abbandoniamo il fondovalle incamminandoci verso le colline che portano a Firenze.

 

Inizia qui un tratto di 5 chilometri fra più spettacolari dell’intero Mugello. La strada si fa stretta ma il fondo resta accettabile ed è solo in leggera salita. Il traffico, quasi del tutto assente, contribuisce a proiettarci indietro nel tempo nel pieno dell’epoca preindustriale. In sequenza superiamo tre ville/fattorie - Votandi, Vitarete, La Bartolina -, strutture architettoniche di grandissima qualità che testimoniano la ricchezza del passato agricolo di queste terre e che parrebbero tuttora poter svolgere la loro antica funzione. É facile qui immaginare la vita rurale prima dell’avvento delle automobili e dell’industrializzazione, e ci aspetteremmo quasi di veder spuntare da dietro una curva una carrozza o un carro trainato dai buoi.

 

A riportarci alla realtà è la strada che, dopo aver lasciato l’abitato de Il Poggiolo (fontana al chilometro 13,2), abbandona la piccola valle del Torrente Fistona. Inizia quindi un tratto di salita che ogni cicloamatore del Mugello conosce per fama: la salita di Salaiole.

 

Campagna nei pressi di Borgo San LorenzoCampagna nei pressi di Borgo San LorenzoSono meno di  2 chilometri, ma con una pendenza media di circa il 10% e con strappi superiori al 15% che chiedono di ricorrere a tutte le energie disponibili nelle gambe e nelle braccia, oltre a disporre di rapporti molto agili, per non essere costretti a subire la più cocente umiliazione per un ciclista, dover scendere di bicicletta e fare la salita a piedi. Dopo il chilometro 15,3 la salita per fortuna termina e, procedendo nel bosco, si può “tirare il fiato” scendendo verso la strada provinciale n.302 Brisighellese-Ravennate.

 

Ci innestiamo su questa arteria svoltando a sinistra in direzione di Firenze, e ci troviamo a pedalare su una strada ampia, con una bitumatura ottima, che risale il Fosso di Polcanto con una pendenza del 3-4%. Il traffico è abbastanza consistente e al chilometro 20,3 giungiamo a Vetta Le Croci Superato il valico, dopo 200 metri imbocchiamo a destra per Bivigliano.
Qui si entra nuovamente nel bosco, anche fitto, e dopo un tratto di discesa seguito da un ripido, ma breve, tratto di risalita si pedala in moderata ascesa per un paio di chilometri. Al chilometro 23, si giunge all’incrocio per Monte Senario (deviazione di 3,7 chilometri ad oltre il 7% di pendenza media, da fare solo se si hanno gambe veramente buone! descrizione della salita, da Vaglia) sulla cui cima si erge l’omonimo convento e da cui si domina l’intera valle del fiume Sieve in un panorama di rara bellezza.
Proseguendo per Bivigliano arriviamo a questa piccola cittadina a circa 600 metri di altitudine (punto più alto dell’odierna escursione) dopo 26,4 chilometri. La sua splendida posizione fra i castagneti che dominano la valle del Torrente Carza e la non grande distanza da Firenze ne hanno fatto nel tempo un luogo ideale per chi voleva disintossicarsi dallo smog della città ed avvicinarsi alla natura.

Vista dal Convento di MontesenarioVista dal Convento di MontesenarioUsciti da Bivigliano e superato il camping Poggio Uccellini, al chilometro 28,2 svoltiamo a destra in direzione di Polcanto. Rientriamo nel bosco di castagni ed iniziamo un tratto vallonato con alcune impennate dure anche se brevi. Dopo un paio di chilometri, in una radura sulla sinistra della strada si erge il complesso della Badia del Buonsollazzo. Oggi di proprietà privata è però straordinario per la sua posizione nel fitto del bosco e per le sue notevoli dimensioni. 
Dopo poche centinaia di metri c’è un’altra piccola chiesa, Tassaia, e al chilometro 32,1 inizia un chilometro di discesa. La strada è sconnessa ed interamente nel bosco, a tratti molto fitto. Al chilometro 33 una fonte di acqua freschissima permette di rifocillarsi e magari di mangiare qualcosa viste le energie spese.
A questo punto però il più è fatto, poiché si riprende a scendere, anche con tratti ripidi, fino all’abitato di Polcanto - chilometro 35,3 - dove, svoltando a sinistra si rientra sulla strada provinciale n.302. Qui si può godere di una strada con una buona asfaltatura che scivola a valle con dolci pendenze e che quindi permette di apprezzare il panorama fatto di boschi nella prima parte e di campi coltivati nelle vicinanze del fondovalle.

 

Al chilometro 45,7 incrociamo di nuovo la strada per Sagginale e, svoltando a destra, facciamo a ritroso il percorso iniziale che ci riporta a Vicchio dopo 54,4 chilometri.

 
 
 
 

DA VEDERE!

VICCHIO
Situato su un’altura presso il fiume Sieve, conserva resti delle fortificazioni costruite dai Fiorentini nel trecento e nella piazza principale la CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA e il PALAZZO PRETORIO. Vicino all’oratorio della Misericordia è la casa dove abitò BENVENUTO CELLINI.
Nell’abitato si trova il MUSEO DI ARTE SACRA E RELIGIOSITA’ POPOLARE “BEATO ANGELICO” che raccoglie dipinti, croci, sculture, arredi liturgici provenienti dai luoghi sacri del Mugello.  
Nei dintorni visite consigliate:

Comune di Vicchio
tel. 055/843921
fax 055/844275

www.comune.vicchio.fi.it

CONVENTO DI MONTESENARIO
Dominante tutta la vallata del Mugello l’eremo risale al 1241. Il complesso fu ingrandito e arricchito da Cosimo I dé Medici nel 1539, e ristrutturato in epoche successive.
Nelle vicinanze di Pratolino è la VILLA DEMIDOFF con magnifico parco con tracce di grotte artificiali e la gigantesca statua-fontana dell’Appennino del Giambologna.

Il convento e la Villa sono nel Comune di Vaglia
tel. 055/500241
fax 055/407545
www.comune.vaglia.fi.it

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