leprino
PIEVE DI S.AGATA_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_04
CHIESA DI LUCO M.LLO_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_01
vetrata cappellina salaiole
Paolo_Marracchi_cultura01A
Borgo San Lorenzo 0005
DSC_2488
villa pecori
museo chini
Stefano_Aramini_cultura01
Stefano_Aramini_cultura01
vetrata cappellina salaiole
PIEVE DI S.AGATA_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_04
Borgo San Lorenzo 0005
villa pecori
DSC_2488
leprino
CHIESA DI LUCO M.LLO_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_01
Paolo_Marracchi_cultura01A
museo chini

Oratorio di S. Onofrio, DicomanoOratorio di S. Onofrio, Dicomano In posizione elevata, la Pieve di S. Maria  che sovrasta l’abitato di Dicomano ha mantenuto relativamente integra l’originale struttura romanica.
Il castrum et oppidum Decumani era stato ceduto dai conti Guidi al Vescovo fiorentino, e la pieve di S. Maria, sorta sul luogo dell’antico castello, conserva ancora sulla facciata l’emblema del Capitolo Fiorentino. Danneggiata dal terremoto del 1542 la pieve fu restaurata prima del 1568. La facciata fu spostata nella parte posteriore della chiesa in sostituzione dell’originale abside. L’interno fu ridotto a tre navate con pilastri quadrangolari in filaretto.
La robusta torre campanaria - probabilmente parte del castello come attestano alcune strette aperture sul fusto - è priva dell’antico campaniletto a ventola, anch’esso perduto col terremoto. Ulteriormente restaurata nel 1740, la pieve subì gravi danni col terremoto del 1919. Nuovamente ricostruita, sotto la direzione dell’arch. E. Cerpi, ne fu curato anche un ripristino (completato nel 1924) che valorizzò le strutture e le aperture medievali in parte occluse e accecate, ma ancora esistenti, con l’eliminazione di parti aggiunte soprattutto nel ‘700.
Nel 1975,  in occasione di un ulteriore restauro,  è emerso il notevole chiostro cinquecentesco, con frammenti di portali e altre strutture del castello medievale oggi nuovamente visibili.
La Pieve conserva al suo interno tracce di affreschi giotteschi (XIV sec.) e raccoglie numerosi dipinti di scuola fiorentina del ‘500 e del ‘600, affreschi che un tempo si distendevano lungo tutte le pareti.
Sulla parete di destra rimane il Bassorilievo Robbiano in terracotta policroma con le nozze di S. Anna con S. Gioacchino (XVI sec.) con cori di cherubini  e il Padre Eterno su un fondo azzurro, inserito in una preziosa cornice ad arco festonata a fruttami.
Su un altare sulla parete destra è la Madonna del Rosario di Santi di Tito (XVI sec.). Il dipinto è in una cornice di rara fattura in legno dipinto con tondi rilevati recanti  i Misteri del Rosario.
Nella cappella della parete di fondo a destra è un dipinto su tavola con la Natività e l’adorazione dei Magi eseguita da Cosimo Gamberucci.      La tavola è inserita in una splendida cornice architettonica, anch’essa centinata, plasticamente intagliata con cariatidi laterali, fregi e ornati su fondo nero lumeggiati in oro.
Sulla parete di fondo, dietro l’altare maggiore, in bella cornice intagliata e dorata, è il notevole dipinto su tela di grandi dimensioni conl’Assunta, di Francesco Curradi (1570-1661). In basso, nella parete di fondo è un tabernacolino per oli santi in terracotta policroma robbiana di finissima fattura.
Nella cappella a sinistra dell’altar maggiore, è il dipinto su tavola centinaia con la Madonna del Carmine tra sei Santi attribuito variamente a Giorgio Vasari (1511-1574) o a  Giovan Battista Naldini (1537-1591).
Sul muro laterale sinistro è conservato inoltre un dipinto su tavola attribuito alla scuola del Ghirlandaio, con la Madonna in trono col Bambino e Santi, proveniente dalla chiesa di  S. Stefano a Vicolagna.

Aperta la domenica dalle 10.00 alle 12.00. Per informazioni: tel. 055 838050

 

L’Oratorio di S. Onofrio
Sulla strada forlivese, leggermente isolato a nord del borgo di Dicomano è l’oratorio di S. Onofrio, uno degli esempi più sorprendenti di neoclassicismo italiano. Eretto nel 1796 dalla famiglia Delle Pozze su disegno di Giuseppe Del Rosso ( 1760-1831) il prestigioso monumento si eleva ad un centinaio di metri da un’antica cappella della Madonna dell’Ospedale demolita nel 1785 durante i lavori di allargamento della via Forlivese.
Preceduto da un portico su quattro colonne in pietra arenaria, sorreggenti un elegantissimo frontone triangolare con rilievo inserito e sormontato ai lati da due statue di angioli, consta di un corpo quadrangolare più alto del portico concluso da una cornice orizzontale dentellata e sul lato sinistro da un elegante campanile a ventola. La statua dell’Immacolata che si trovava al centro tra i due angioli è stata sistemata all’interno, lungo la parete sinistra dell’altar maggiore, perché in precarie condizioni. Varie aperture simmetriche scandiscono i fianchi e due finestroni semicircolari, di tipo termale romano, poggiano su una cornice orizzontale.
L’interno luminoso, prezioso ed armonico compendio di elementi architettonici ornati, si basa su sedici colonne con capitelli corinzi che sostengono una cupola ribassata.
L’altare, leggermente rialzato, è inserito in un’ariosa struttura architettonica con aperture ad arco, balaustre praticabili e colonne sostenenti una volta semicircolare decorata a lacunari (a specchi).
Sull’altar maggiore, realizzato in marmo di Carrara,  è inserito in una brillante cornice a raggiere in legno intagliato e dorato, coperto da un drappo col monogramma della Madonna ricamato a filo d’oro, un dipinto su tavola della Madonna dell’Ospedaleda alcune fonti attribuito tradizionalmente ad Andrea del Castagno, da altre alla scuola giottesca, ed oggi assai oscurato e ridipinto.

 

 

Alle pareti laterali, due altari con semicolonne e trabeazione orizzontale.
In quello di sinistra è un dipinto su tela con l’Immacolata Concezione tra Santi di Lorenzo Lippi. Modificato nelle dimensioni originali con l’aggiunta di una fascia in basso e ampie ridipinture.
Sull’altare a fronte rimane un’altra tela di scuola fiorentina del Sei-Settecento.
Nei vani di deambulazione dietro l’altar maggiore è una tela con la Crocifissione(XVI- XVIII sec.), di grandi dimensioni.
Sulle  pareti laterali al di sopra degli altari, sono due finissimi bassorilievi in marmo bianco con figure danzanti, putti e ghirlande.
Il pavimento è a riquadri alternati di marmo bianco a grigio di grande eleganza.

Aperto il sabato mattina dalle 8.00 alle 12.00; il sabato pomeriggio estivo dalle 17.15 alle 19.00; il sabato pomeriggio invernale dalle 17.00 alle 18.30 - www.pievedicomano.it

 

 

Mugello in pills

Discover Mugello in your next holiday in Tuscany, suggestions for spending 1, 3 or 5 days in Mugello

 

       

Guide del Mugello


Potete richiedere gratuitamente on-line le guide del Mugello!

 

Find us on facebook