CHIESA DI LUCO M.LLO_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_01
museo chini
PIEVE DI S.AGATA_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_04
Stefano_Aramini_cultura01
villa pecori
vetrata cappellina salaiole
leprino
DSC_2488
Paolo_Marracchi_cultura01A
Borgo San Lorenzo 0005
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PIEVE DI S.AGATA_LEOPOLDO_CECCHI_CULTURA_04
leprino
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Abbazia di Moscheta - Firenzuola

Abbazia di MoschetaAbbazia di Moscheta

Fra le regioni montane d'Italia l'Appennino Tosco-Emiliano Romagnolo e' stato al centro di un intenso fenomeno di popolamento in relazione alla fitta rete di percorsi e valichi che assicuravano - e assicurano - il collegamento tra il nord e il centro dell'Italia. Il flusso di persone e cose sulle strade dell'Appennino e' stato causa ed effetto di un diffuso nascere di attivita' e mestieri nonche' di una variegata forma di popolamento e insediamenti. Lungo le strade medievali sono sorti ospizi, ospedali, osterie e si sono formati borghi e mercatali: lungo le vie Regie e carrozzabili sono nate poste e dogane, sono cresciuti paesi e cittadine dotate di servizi di ospitalita' e accoglienza per viandanti e viaggiatori; i caselli autostradali e le stazioni ferroviarie hanno fatto nascere diverse forme insediative. Ma sono maturati anche effetti di irraggiamento che hanno interessato zone non direttamente attraversate dalle grandi transappenniniche, producendo una rete di abitati e singole case nelle valli piu' interne ed a quote altimetriche elevate. Un fenomeno, quello dei nuclei disseminati, che costituisce la "cifra" di un sistema di uso della montagna appenninica incentrato sull'economia agricolo-boschiva cui si associava la presenza non secondaria della pastorizia.

Proprio per riconoscere i segni e le modalita' secondo cui si e' andato configurando nel tempo storico il rapporto tra ambiente naturale e azioni umane e' organizzato il Museo del Paesaggio Storico dell'Appennino, significativamente ordinato nei locali della storica Abbazia di S.Pietro a Moscheta, protagonista riconosciuta del disegno del paesaggio appenninico.

 

L'itinerario museale

L'itinerario museale e' organizzato in modo da consentire una progressiva lettura dei caratteri peculiari del paesaggio dell'Appennino mugellano; uno spazio particolare e' poi riservato ad esperienze conoscitive/percettive del mondo naturale nella sua globalita' (geologia, fauna, flora). Il percorso museale ha inizio con la storia della fondazione della Abbazia di S. Pietro a Moscheta e degli effetti che l'azione dei monaci vallombrosani ha avuto sulla organizzazione boschiva e insediativa (Sezione 1. Moscheta, abbazia millenaria). Per rendere esplicite le caratteristiche ambientali del paesaggio appenninico sono organizzate una serie di esperienze che il visitatore e' condotto a compiere secondo un percorso che passa attraverso la percezione delle qualita' fisiche dell'ambiente antropico (Sezione 2. Il paesaggio percepito). Gli elementi adatti a definire la peculiarita' del paesaggio sono individuati attraverso un itinerario temporale che seleziona di volta in volta i "segni" impressi nell'ambiente dall'azione dell'uomo; il percorso temporale e' realizzato attraverso 5 "Scenari" corrispondenti ad altrettante epoche storiche significative ai sensi delle modificazioni dell'uso e del disegno del territorio. Partendo da un ipotetico anno 1000 (Scenario 1. Il paesaggio delle selve e dei castelli) si passa al momento della conquista all'agricoltura del territorio (Scenario 2."Terre nuove", coltivi e boschi) per arrivare all'epoca delle grandi trasformazioni del tessuto insediativo e del paesaggio naturale (Scenario 3. L'invenzione del paesaggio appenninico: strade, paesi, campagne fra '700 e '800). I segni piu' recenti dell'azione umana sono concentrati nella diffusione della organizzazione agricola (Scenario 4.Il paesaggio delle ville-fattoria fra '800 e '900) e infine nel progressivo abbandono della montagna, prima e nella piu' recente riconsiderazione dei suoi valori culturali (Scenario 5.Dalla montagna disabitata alla montagna riabitata).

 
 
 
 

MUSEO DEL PAESAGGIO STORICO DELL’APPENNINO
BADIA DI MOSCHETA
Informazioni e prenotazioni:
tel. 055 8144900
338 2267431
info@ischetus.com
www.ischetus.com

Orario

Per l'orario di apertura del Museo clicca qui

 

 

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