PATATE
Stefano_Aramini_gastronomia01
DSC_6625
MUGELLO_Marco_Lorini_01
PRODUZIONE DI FORMAGGI A SENNI_LEOPOLDO _CECCHI_GASTRONOMIA_01
tortelli01
Paolo_Marracchi_gastronomia01Br
tortelli02
crostini8
marta mostra 2012 -01
tortelli02
marta mostra 2012 -01
crostini8
PRODUZIONE DI FORMAGGI A SENNI_LEOPOLDO _CECCHI_GASTRONOMIA_01
MUGELLO_Marco_Lorini_01
PATATE
Stefano_Aramini_gastronomia01
Paolo_Marracchi_gastronomia01Br
tortelli01
DSC_6625

Le caratteristiche

Farro è denominazione generica attribuita indifferentemente a ben tre specie diverse del genere Triticum, comunemente chiamate “frumenti vestiti”. Attualmente non esistono in Italia varietà di farro iscritte al Registro Nazionale: il prodotto nazionale reperibile deriva da vecchie “popolazioni” (tipologie) che gli agricoltori di ristrette aree geografiche si sono tramandate nel tempo e che, in parte, hanno subito un “lavoro di selezione”.

Una confezione di farroUna confezione di farroLa storia
Il farro è un cereale antico, la sua coltivazione inizia con l’agricoltura stessa, nove o diecimila anni fa. Questo cereale ha permesso all’uomo di sopravvivere per generazioni e di dare luogo ai primi insediamenti (fine del nomadismo).
Si è originato nelle montagne della Mezzaluna Fertile, tra Iran, Iraq, Siria e Palestina, dove cresce spontaneamente il suo progenitore selvatico, T.dicoccoides.
Nel Mediterraneo vi giunse portato dall’uomo, in epoche successive alla prima domesticazione.
Il farro costituisce il principale cereale durante tutto il Neolitico e l’Età del Bronzo.
Il farro oltre che nell’antico Egitto fu molto coltivato dai Greci e dai Romani.
Inizialmente fu coltivato principalmente in Mesopotamia, Siria, Egitto e Palestina, in seguito si diffuse in Anatolia, nel Bacino del Mediterraneo e nell’Europa occidentale.
Nella nostra penisola si diffuse, per via delle colonie greche, nell’Italia meridionale e costituì la base della dieta degli antichi Romani, che utilizzavano la farina (termine derivato da farro) per preparare una specie di polenta detta “farratum”.
Durante l’impero romano i semi del farro, detto “farro odoreum” o “odor”, erano protetti da Cerere, la Dea delle messi, ed erano considerati i grani della potenza. A quell’epoca il farro veniva donato agli eroi che si erano distinti in battaglia a titolo di onore e gloria detto “odorea”. Il medico romano Galeno riporta che nell’alimentazione dei soldati all’orzo si preferiva il farro, in quanto, già allora, questo cereale era ritenuto più energetico e nutriente.
Il farro è una specie molto rustica, resistente alla siccità ed alle avversità, è certamente un’alternativa per le aree cerealicole marginali interne, di collina e di montagna.
E’ un cereale coltivato che conserva una caratteristica comune a quelli selvatici, cioè quella di non perdere una parte della pula (glume e glumelle) anche dopo una normale trebbiatura.
Il fatto di avere la granella vestita è molto importante da un punto di vista agronomico (protezione contro predatori ed altre avversità ambientali e  consente anche una maggiore conservabilità del prodotto.
Non essendo stato oggetto di miglioramento genetico il farro non consente le stesse produzioni del grano, ma essendo più rustico, nelle aree più difficili, marginali, il divario produttivo tra grano e farro si riduce.
La rusticità consente inoltre di non utilizzare mezzi chimici nella coltivazione e di praticare coltivazioni biologiche o quanto meno naturali.

Dove e come si  produce

Da qualche anno a Firenzuola ma anche a Vicchio vi è una notevole produzione di farro biologico, che viene lavorato in loco pronto per la vendita. La produzione, soggetta alla verifica da parte di organismi autorizzati al controllo e certificazione dei prodotti biologici, non impiega concimi chimici, fitofarmaci e diserbanti. Nel Mugello a Scarperia troviamo invece produzioni di farro coltivato con la pratica della lotta integrata.

La semina avviene in autunno utilizzando il seme vestito mentre la raccolta avviene in estate, con le normali mietitrebbiatrici da grano. Quindi si alternano una serie di fasi quali la vagliatura (che permette di eliminare eventuali impurità), la decorticazione (l’eliminazione della veste del chicco), la perlatura (l’eliminazione di parte della pellicola che avvolge il chicco; quest’ultima operazione consente una cottura in minor tempo) e, infine, il confezionamento.

Contrariamente a quanto si crede, la cottura del farro perlato è facile e veloce, non necessita di ammollo e per ottenere una fresca e gustosa insalata bastano 15 minuti di cottura che diventano 18 per un farrotto o una zuppa. Il farro si trova anche espresso: è pronto in soli 2 minuti.

I condimenti che meglio esaltano la pasta di farro, ricca di fibre e pronta in soli 7 minuti, sono quelli a base di verdure e/o pesce. Con la farina di farro, miscelata ad una piccola percentuale di farina di grano, si può preparare un’ottima pasta fatta in casa, il pane, la pizza, le crostate ed i biscotti.


Mugello in pills

Discover Mugello in your next holiday in Tuscany, suggestions for spending 1, 3 or 5 days in Mugello

 

       

Guide del Mugello


Potete richiedere gratuitamente on-line le guide del Mugello!

 

Find us on facebook