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FORTEZZA S.MARTINO_LEOPOLDO_CECCHI_ITINERARI_04
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SCARPERIA E CAMPO DA GOLF_LEOPOLDO_CECCHI_ITINERARI_01
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stemma_mediceoIl Mugello è stata una terra molto amata dalla famiglia dei Medici, che pone le sue radici a Campiano, una località del Comune di Barberino di Mugello.
I Medici e Lorenzo il Magnifico hanno lasciato nel Mugello segni molteplici di un potere che coniugava l'espansione economica e politica all'espressione artistica più innovativa. Ciò non era solo frutto di un mecenatismo illuminato, ma avveniva in un contesto culturale tanto diffuso ed acquisito, da mostrarci tracce della medesima sensibilità, insieme estetica e razionale, perfino nella ripartizione di gusto geometrico dei campi e dei boschi, nella canalizzazione razionale delle acque, nei modi costruttivi e nelle proporzioni di certe case coloniche, ville e pievi, nella distribuzione armonica degli insediamenti. Insomma un tessuto senza soluzione di continuità tra i suoi momenti alti e specialistici (come l'opera di un Donatello o di un Michelozzo) e quelli più ordinari che, coinvolgendo tutti, creano "ambiente".
Il viaggiatore è invitato dunque ad entrare in questo clima percorrendo, con il mezzo che preferisce, le strade, oggi secondarie, dell'antica viabilità per incontrare monumenti e notevoli opere artistiche, ma anche i segni minori e inediti di una grande civiltà.

Itinerario consigliato

 

medici-itL’itinerario proposto di seguito si sviluppa nel Mugello percorrendo strade che portano ai comuni di Vaglia, San Piero a Sieve, Barberino di Mugello e Scarperia.
Da Firenze si imbocca la Via Bolognese e, prima di raggiungere il Mugello, si raggiunge Pratolino.
Qui troviamo la prima grande traccia cinquecentesca lasciata dai Medici al tempo del Granducato, il  Parco Mediceo di Pratolino (già Villa Demidoff).

 

Ritornati sulla Via Bolognese, passato il paese di Vaglia,  si raggiunge il territorio del Mugello. Prima di voltare per San Piero a Sieve, si gira a destra in direzione di Barberino. Da qui, attraverso una ampia strada di campagna che sale fino alla vetta di un colle, si giunge al Castello del Trebbio.

Dal Trebbio, ritornando sulla Via Bolognese e proseguendo per Barberino di Mugello, si incontra la Villa di Cafaggiolo circondata da una spalliera di colli e al centro di campi e prati declinati a levante verso il fiume Sieve.

Nelle vicinanze di Villa di Cafaggiolo si trova  il Convento di Bosco ai Frati, che si raggiunge dopo pochi chilometri, seguendo le indicazioni per Panna - Galliano.

Da Bosco ai Frati, si ritorna verso San Piero a Sieve e da lì verso Scarperia, dove imperdibile è la visita al Palazzo dei Vicari .

Infine, da Scarperia, si ritorna a San Piero a Sieve, per la nostra ultima tappa, dove si può ammirare la Fortezza Medicea di San Martino passeggiando attorno alle sue antiche mura.

Le proprietà dei Medici

 

Le proprietà familiari dei Medici erano principalmente concentrate nell'area compresa tra S. Piero a Sieve, Barberino di Mugello e Scarperia, una zona che, oltre alla ricchezza dell'ambiente, univa l'importante presenza di grandi arterie di comunicazione, le transappenniniche, che durante tutto il Medioevo avevano mantenuto vivi i rapporti commerciali tra la pianura fiorentina e quella bolognese, attività da cui la grande famiglia traeva guadagni ed onori.
Sia che si sposi la teoria che colloca l'origine della famiglia tra i castelli di Cafaggiolo e del Trebbio, o quella che vede la famiglia "cittadina" investire in questa zona del contado, la crescita delle proprietà immobiliari intorno ai due castelli avvenne in maniera continua e costante, tanto da arrivare a comprendere una vastissima estensione di proprietà fondiarie ed immobiliari collocate nei centri più importanti di Barberino, S. Piero e Scarperia.
Una presenza, quella medicea, che oltre a lasciare numerose e importanti tracce, ha funzionato da traino per molte di quelle famiglie fiorentine che avevano legato la propria fortuna al gruppo mediceo ed anche per quei mercanti che, sulle orme del gruppo, avevano iniziato ad acquistare terreni e beni in Mugello. I gruppi familiari Giugni e i Salviati, ad esempio, nel corso del XV secolo, avviarono un processo di modificazione del paesaggio naturale e contribuirono a diffondere nel contado i caratteri ed il gusto della produzione artistica cittadina (dall'architettura alla pittura e alla scultura) affidandosi agli stessi artefici ad alle stesse botteghe che lavoravano ad arricchire le loro dimore in città. Un percorso che lascia intravedere uno squarcio del mondo variopinto e cortese raccolto attorno ai Medici, il "clima" culturale e lo scenario ambientale in cui si muovevano i signori di Firenze.

 

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