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I protagonisti

Sibilla AleramoSibilla Aleramo

Dino Campana

nato a Marradi il 20/8/1885, morto nel cronicario psichiatrico di Castel Pulci il 1/3/1932, poeta “pazzo”. La sua vita è stata travagliata, ha girato il mondo esercitando i più vari mestieri; più volte arrestato e ricoverato in manicomio. Nel 1914 ha pubblicato il libro di poesie e prose poetiche i “Canti Orfici” che lo collocherà tra i “grandi” del novecento letterario italiano.

Rina Faccio in arte Sibilla Aleramo

nata ad Alessandria il 14/8/1876, morta a Roma 13/1/1960, nota femminista e “libera amante” per sua stessa confessione.
Nel 1906 ha pubblicato il romanzo autobiografico “Una donna” che l'ha resa immediatamente famosa. Nel 1948 il suo libro di poesie “Selva d'amore” ottiene il “Premio Versilia”, istituito appositamente per lei nell'ambito del Premio Viareggio.

L'idillio nel Mugello

Il “viaggio d'amore” ha inizio con una lettera che Sibilla Aleramo scrive a Dino Campana il 10 giugno 1916 nella quale, dopo aver letto i “Canti Orfici”, esprime la sua ammirazione essendone stata “incantata e abbagliata insieme”.

San Giovanni Maggiore (Borgo San Lorenzo) Villa La Topaia San Giovanni Maggiore (Borgo San Lorenzo) Villa La Topaia La Aleramo si trova allora nella “Villa La Topaia” a Borgo San Lorenzo in villeggiatura, mentre Campana è al Barco – Rifredo (Firenzuola) stazione climatica per rimettersi in salute. Campana infatti è stato colpito da un leggera paresi al lato destro del corpo.
Dopo lo scambio epistolare i due si incontrano al Barco la mattina alle ore 8 del giovedì 3 agosto 1916 e stanno insieme fino al pomeriggio di domenica 6 agosto 1916.
Qui divampa l'amore e la passione tra i due: inizia un rapporto "impossibile", destinato al fallimento ancor prima di essere cominciato. Una magnifica e disperata storia d'amore nata nella solitudine dei boschi del Mugello.
I due amanti si incontreranno di nuovo tra agosto e settembre per oltre 20 giorni a Casetta di Tiara (Palazzuolo sul Senio).

Con i primi di ottobre avranno inizio le crisi tra i due a Firenze, Marina di Pisa, Casciana Terme e di nuovo a Firenze, che si concluderanno con un breve incontro nel Natale 1916 a Marradi.
Il 1917 sarà la fase della lontananza che terminerà nel gennaio 1918 con il ricovero definitivo di Campana, prima in osservazione nel Manicomio di San Salvi (Firenze) e successivamente nel cronicario di Castel Pulci (Scandicci), dove si spegne il 1 marzo 1932, a quarantasei anni, dopo oltre quattordici anni di degenza, per una infezione setticemica.

Campana viene seppellito nel cimitero di San Colombano, parrocchia di Badia a Settimo. Dieci anni dopo, il 3 marzo 1942, i resti vengono traslati nella chiesa di Badia a Settimo, dove si trovano tuttora.

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