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ACHAB OVVERO IL FURORE
"Non è semplice affrontare un lavoro in cui sono coinvolte energie emotive importanti e determinanti della nostra vita," racconta Marco Paoli "Da sempre, per me, Moby Dick è il romanzo di romanzi. Il libro assoluto. Nel corso degli anni letture e riletture mi hanno fatto nascere il desiderio di creare una riduzione teatrale che in sessanta minuti raccogliesse quella che secondo me è l’essenza della meravigliosa opera di Melville. La ricerca, a volte spasmodica, del senso della vita. E qui entra in scena il capitano Achab. Le sue gesta sono narrate, come avviene nel romanzo, da Ismaele. La riduzione è incentrata sulla lotta tra Achab e la balena bianca. Nella performance si mette in evidenza il tema dell’eterno conflitto tra il bene ed il male cara a tutta la produzione letteraria dell’autore inglese, inoltre il lavoro drammaturgico mette in risalto la spasmodica ricerca dei motivi che determinano l’origine delle inquietudini che condizionano la vita di ognuno di noi.
Achab è alla ricerca di Moby Dick, la balena a cui lui attribuisce il suo “mal di vivere” ma ben presto si capisce che il capitano è in lotta con se stesso e con la sua incapacità di amare. In questo lavoro, Mody Dick, assume i contorni metafisici della ricerca dell’amore, ricerca che appare finalizzata alla negazione di esso.
Il ritmo incalzante viene interrotto in determinati tratti toni introspettivi che restituiscono la sconfinata poesia del romanzo. Il mare raccontato in tutte le sue differenti caratteristiche."
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